Amministrative 2027: le grandi città al voto
Nella primavera del 2027 si rinnovano insieme i consigli eletti nell'autunno 2021, fra cui Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna e Trieste, e quelli eletti nel giugno 2022, fra cui Palermo, Verona, Padova, Parma, Messina, Catanzaro e L'Aquila: circa cinque milioni di elettori in un unico turno ordinario, che la legge colloca fra il 15 aprile e il 15 giugno.
Perché due tornate in una
La legge sul turno ordinario stabilisce che i consigli il cui mandato scade nel secondo semestre votino nella finestra primaverile dell'anno successivo: i comuni eletti nell'ottobre 2021, a causa dei rinvii pandemici, scadono nell'autunno 2026 e tornano alle urne nella primavera 2027, insieme a quelli eletti nel giugno 2022 il cui quinquennio termina nel primo semestre 2027. Ne risulta la tornata amministrativa più ampia del decennio, con quasi tutte le grandi città e con la possibilità, discussa dal governo, di un election day con le politiche anticipate.
I rapporti di forza proiettati
La tabella riporta per ciascuna città il sindaco uscente, il risultato dell'ultima elezione e il rapporto di forza fra i due blocchi nazionali proiettato dalla mappa con la media ponderata dei sondaggi più recente: per Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna e Palermo è la somma dei municipi del comune, calcolata sui risultati reali del 2022 per sezione; per Messina è il comune; per le altre città, in mancanza di dati comunali, è la provincia, che sovrastima il centrodestra rispetto al capoluogo, di norma più progressista del suo territorio. Il voto comunale è però una competizione a sé, dominata dalla figura del candidato, dalle liste civiche e dal ballottaggio: la proiezione misura il terreno di partenza, non l'esito.
| Città | Sindaco uscente | Ultimo risultato | CSX / CDX proiettati | Vantaggio | Unità usata |
|---|---|---|---|---|---|
| Roma | Roberto Gualtieri (centrosinistra) | 2021: ballottaggio 60,2% su Michetti | 52,3 / 35,3 | centrosinistra +17,0 | municipi del comune |
| Milano | Giuseppe Sala (centrosinistra) | 2021: primo turno 57,7% | 55,4 / 30,9 | centrosinistra +24,5 | municipi del comune |
| Napoli | Gaetano Manfredi (centrosinistra) | 2021: primo turno 62,9% | 68,3 / 21,7 | centrosinistra +46,6 | municipi del comune |
| Torino | Stefano Lo Russo (centrosinistra) | 2021: ballottaggio 59,2% su Damilano | 57,2 / 30,3 | centrosinistra +26,9 | municipi del comune |
| Bologna | Matteo Lepore (centrosinistra) | 2021: primo turno 61,9% | 64,6 / 23,9 | centrosinistra +40,7 | municipi del comune |
| Trieste | Roberto Dipiazza (centrodestra) | 2021: ballottaggio 51,3% su Russo | 42,2 / 42,6 | centrodestra +0,4 | provincia (proxy) |
| Palermo | Roberto Lagalla (centrodestra) | 2022: primo turno 47,6% | 57,7 / 30,0 | centrosinistra +27,7 | municipi del comune |
| Verona | Damiano Tommasi (centrosinistra) | 2022: ballottaggio 53,4% su Sboarina | 32,4 / 50,7 | centrodestra +18,3 | provincia (proxy) |
| Padova | Sergio Giordani (centrosinistra) | 2022: primo turno 58,0% | 35,3 / 48,5 | centrodestra +13,2 | provincia (proxy) |
| Parma | Michele Guerra (centrosinistra) | 2022: ballottaggio 66,2% su Vignali | 47,6 / 39,2 | centrosinistra +8,4 | provincia (proxy) |
| Messina | Federico Basile (Sud chiama Nord) | 2022: primo turno 45,5% | 49,2 / 37,3 | centrosinistra +11,9 | comune |
| Catanzaro | Nicola Fiorita (centrosinistra) | 2022: ballottaggio 58,2% su Donato | 45,2 / 43,6 | centrosinistra +1,6 | provincia (proxy) |
| L'Aquila | Pierluigi Biondi (centrodestra) | 2022: primo turno 54,1% | 41,5 / 44,6 | centrodestra +3,1 | provincia (proxy) |
Il quadro che ne emerge è di forte vantaggio per il centrosinistra nelle grandi città metropolitane, dove gli uscenti Gualtieri, Sala, Manfredi, Lo Russo e Lepore partirebbero da margini fra i 17 e i 47 punti sul voto di lista, ampiamente sufficienti a una riconferma al primo turno se ricandidati; Palermo è il caso più interessante, perché il comune proietta un vantaggio progressista di quasi trenta punti nel voto di lista mentre il sindaco uscente Lagalla è di centrodestra, ma nel 2022 il centrodestra vinse al primo turno anche grazie a un campo avverso diviso in tre candidature. Trieste, Catanzaro e L'Aquila sono le città in bilico, con scarti provinciali entro i tre punti; Verona e Padova mostrano il divario tipico fra una provincia veneta saldamente di centrodestra e capoluoghi che nel 2022 hanno eletto sindaci di centrosinistra, e per esse la proiezione provinciale va letta con particolare cautela. A Messina il fattore decisivo resta Sud chiama Nord, che con Basile vinse al primo turno e che la proiezione nazionale non può rappresentare. Le schede delle singole città, con candidati e sondaggi, saranno aggiunte man mano che le candidature si definiscono.
Le sei città con i dati per municipio
Per Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna e Palermo la proiezione può scendere sotto il livello comunale, perché per questi capoluoghi disponiamo dei risultati reali della Camera 2022 aggregati sezione per sezione sulle ripartizioni attuali: cinquantasei unità in tutto, dai quindici municipi romani ai sei quartieri bolognesi. Sono le sei città che votano nella primavera 2027 e per le quali esiste, insieme ai risultati, anche una geometria delle ripartizioni interne; per Genova e Firenze, pure ricostruite nella mappa nazionale, il voto comunale non è in calendario, mentre per Trieste, Verona, Padova, Parma, Catanzaro e L'Aquila mancano del tutto i dati infracomunali. Ogni mappa si legge in due modi: la coalizione in vantaggio, con l'intensità del colore proporzionale al margine, e il singolo partito più forte, che è cosa diversa e spesso più istruttiva, perché una ripartizione può essere saldamente progressista pur avendo Fratelli d'Italia o il Movimento 5 Stelle come primo partito. Il pannello laterale riporta il dettaglio dell'unità selezionata, e in assenza di selezione il totale comunale.
Roma
Il centrosinistra è avanti in tredici municipi su quindici e cede soltanto il VI, la Roma delle Torri, dove il centrodestra sale al 45,6%, e il XV di Cassia e Flaminia, dove il margine è di un punto e mezzo. La lettura per partito racconta però un'altra storia: Fratelli d'Italia è primo in otto municipi su quindici, dominando l'intera corona esterna da Ostia all'Aurelio a Monte Mario e vincendo anche a Centocelle, dove pure il campo progressista prevale di diciotto punti; il PD tiene l'anello centrale, dal Centro Storico all'Appia Antica e a Monte Verde, con il massimo del 32,0% nell'VIII. È l'immagine di un elettorato di sinistra distribuito fra tre o quattro liste e di un elettorato di destra concentrato su una sola, e spiega perché a Roma il primo partito e la coalizione vincente coincidano così di rado.