Simulazione · Regionali Sicilia · 6 settembre 2026

Sicilia 2027: candidati, liste e seggi all'Assemblea regionale

L'Assemblea eletta il 25 settembre 2022 scade nell'autunno 2027 e la data del voto non è ancora fissata. I sondaggi disponibili misurano per ora la popolarità dei singoli candidati, non le coalizioni: la simulazione traduce quei segnali in uno scenario esplicito.

Le regole

L'Assemblea regionale siciliana ha 70 deputati. Sessantadue sono eletti con liste provinciali proporzionali e voto di preferenza (Palermo 18, Catania 13, Messina 8, Agrigento 6, Trapani 5, Siracusa 5, Ragusa 4, Caltanissetta 3, Enna 2), con una soglia di sbarramento del 5% a livello regionale; sette seggi vanno alla lista regionale del presidente eletto, che vince al primo turno con la maggioranza relativa senza ballottaggio, e un seggio spetta al candidato presidente arrivato secondo. È ammesso il voto disgiunto fra candidato presidente e lista.

Cosa dicono i sondaggi

Due rilevazioni estive concordano nel collocare in testa Ismaele La Vardera, il deputato regionale di Controcorrente: Keix (20 giugno 2026) lo stima fra il 23 e il 25%, davanti a Cateno De Luca (18-20) e al presidente uscente Renato Schifani (16-18), con Nuccio Di Paola del M5S intorno al 10 e gli altri nomi sotto il 6; BiDiMedia per Controcorrente (10-12 luglio, 600 intervistati, margine di errore ±4) dà La Vardera al 23,1, Schifani al 19,2, De Luca al 17,3, Giorgio Mulè all'11,4, Di Paola al 9,8 e Giuseppe Provenzano al 9,7, con un'affluenza attesa fra il 44 e il 48%. Sono sondaggi con molti nomi in campo, alcuni concorrenti della stessa area, e vanno letti come una misura di notorietà e gradimento più che come intenzione di voto su schede reali. Il loro segnale più solido è la debolezza dell'uscente, contestato anche dentro il centrodestra, dove Schifani rivendica la regola della riconferma dei presidenti uscenti mentre Forza Italia valuta l'alternativa Mulè.

Lo scenario simulato

La simulazione assume quattro candidati: Schifani per un centrodestra che presenta Fratelli d'Italia, Forza Italia, la lista comune fra Democrazia Cristiana e Grande Sicilia e la Lega; La Vardera per un campo largo che unisce Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Controcorrente, Alleanza Verdi e Sinistra e i riformisti; De Luca con Sud chiama Nord; un candidato di Futuro Nazionale. Le percentuali di lista partono dalla proiezione della mappa per la Sicilia (che con la media ponderata dei sondaggi del 1–7 settembre dà il blocco progressista al 46,0% e quello di centrodestra al 40,2%, con il Movimento 5 Stelle ancora primo partito dell'isola al 23,3%) e vengono corrette per le specificità regionali: il peso di Forza Italia e delle liste autonomiste nel centrodestra, la quota personale di De Luca e di La Vardera, l'affluenza più bassa. I voti ai candidati differiscono da quelli alle liste per effetto del voto disgiunto.

Lista / candidato% stimataSeggi ARS
Movimento 5 Stelle12,511
Partito Democratico11,59
Controcorrente8,05
Alleanza Verdi e Sinistra3,0–
Riformisti (IV, +E, Azione)2,0–
Campo largo · Ismaele La Vardera38,532 (di cui 7 dal listino)
Fratelli d'Italia15,013
Forza Italia13,011
DC – Grande Sicilia6,53
Lega – Prima l'Italia4,0–
Centrodestra · Renato Schifani38,028 (di cui 1 al candidato)
Sud chiama Nord11,08
Sud chiama Nord · Cateno De Luca13,08
Futuro Nazionale6,02
Futuro Nazionale · candidato Futuro Nazionale6,52
Altre liste7,5–

Nello scenario base La Vardera prevale su Schifani per mezzo punto, un margine che equivale a un pareggio statistico: il campo largo otterrebbe 32 seggi compresi i sette del listino, il centrodestra 28 compreso quello del candidato secondo, Sud chiama Nord 8 e Futuro Nazionale 2. Nessuno avrebbe la maggioranza di 36, e De Luca sarebbe l'arbitro dell'Assemblea. Le liste sotto il 5% (AVS, riformisti, la Lega se corre da sola) non eleggerebbero deputati, e i seggi sono ripartiti provincia per provincia, il che penalizza le liste medie nelle province con pochi seggi, il che rende decisiva la capacità delle coalizioni di aggregare le sigle minori in liste comuni.

La mappa: province e circoscrizioni di Palermo

La mappa mostra il candidato in vantaggio in ciascuna provincia e, per Palermo, in ciascuna delle otto circoscrizioni del capoluogo, separate dal resto della città metropolitana come Messina e Catania. La tinta si intensifica con il margine sul secondo; il pannello riporta le percentuali dei candidati, il voto di lista proiettato e la ripartizione dei seggi provinciali fra le liste sopra la soglia del 5%.

Zoom

Le alternative

Se il campo largo non si unisse su La Vardera e questi corresse con la sola Controcorrente, il voto progressista si dividerebbe fra due o tre candidati e Schifani, o un altro candidato del centrodestra, vincerebbe con il 36-38% pur restando sotto la maggioranza dei seggi, come nel 2022. Se invece De Luca confluisse in una delle due coalizioni, come accadde parzialmente alle politiche del 2022, il suo 12-13% deciderebbe la partita in un senso o nell'altro. La simulazione sarà aggiornata quando saranno noti i candidati ufficiali e i primi sondaggi con schede reali.