Politiche 2027 · aggiornato l'8 settembre 2026

Verso il 2027: tre scenari e la soglia del 42%

Lo Stabilicum approvato dalla Camera assegna un premio di 70 deputati e 35 senatori alla coalizione che raggiunge il 42%. Con la media ponderata dei sondaggi del 1–7 settembre il centrosinistra supera quella soglia in entrambi i perimetri ipotizzati, ma nel primo la supera di mezzo punto: l'esito continua a dipendere da come si compongono le liste più che dai decimali.

La cornice

La legislatura scade nell'autunno 2027, ma da mesi circola l'ipotesi di un voto anticipato in primavera. La Camera ha approvato a luglio una legge proporzionale con premio di governabilità: la coalizione che raggiunge il 42% dei voti ottiene 70 seggi aggiuntivi alla Camera e 35 al Senato, arrivando a una maggioranza di circa 205 deputati; sotto quella soglia i seggi si ripartiscono integralmente in proporzione. Le soglie di sbarramento sono del 3% per le liste e del 10% per le coalizioni, con il ripescaggio della sola migliore lista sotto il 3% in ciascuna coalizione, e il computo della cifra utile al premio esclude le altre liste sottosoglia. Il testo è al Senato, dove sarà probabilmente modificato.

La media ponderata delle cinque rilevazioni nazionali uscite fra il 1 e il 7 settembre descrive un sistema a tre poli: Fratelli d'Italia al 26,4%, il Partito Democratico al 21,4, il Movimento 5 Stelle al 12,3 e Futuro Nazionale al 7,3, che ha superato Forza Italia — ferma al 7,4 e in calo di sei decimali dalla rilevazione di fine luglio — e in alcune rilevazioni anche la Lega, drenando consensi dall'area del centrodestra. Ne risulta che la coalizione di governo nel perimetro attuale vale il 40,9%, mentre il campo largo PD-M5S-AVS si attesta al 40,0% e sale al 44,6% includendo i riformisti. La dispersione fra istituti resta ampia: sul Movimento le stime vanno dall'11,0% di Only Numbers al 12,9% del Termometro Politico, e sulla Lega dal 4,4% di Quorum/YouTrend al 7,4% di EMG.

Primo scenario: quattro poli, riformisti in due liste

Se il centrosinistra corre con PD, M5S, AVS, +Europa e Italia Viva come liste separate, il centrodestra con FdI, FI, Lega e Noi Moderati, Futuro Nazionale da solo e Azione per conto proprio, la cifra utile del centrosinistra scende dal 44,6% al 42,5%: +Europa, ferma all'1,5%, resta fuori dal computo perché il ripescaggio spetta alla sola migliore lista sottosoglia, che è Italia Viva con il 2,5%. Il premio scatta ugualmente, ma per cinque decimali. È il margine più sottile possibile: basta che una delle due liste riformiste perda mezzo punto, o che il M5S scenda al di sotto del dodici, perché la soglia salti e i 392 seggi tornino a ripartirsi integralmente in proporzione, con un Parlamento appeso in cui il centrosinistra è la prima coalizione senza una maggioranza costruibile.

Camera (riformisti in due liste)ProporzionalePremioEsteroTotale
Partito Democratico73353111
Movimento 5 Stelle4220163
AVS2211033
Italia Viva94013
Centrosinistra146704220
Fratelli d'Italia90–292
Forza Italia25–126
Lega21–021
Noi Moderati4–04
Centrodestra140–3143
Futuro Nazionale25–025
Azione11–011
MAIE / altri estero––11

Secondo scenario: Casa Riformista e centro in lista unica

Se Italia Viva e +Europa si presentano in un'unica lista con il PSI, il PRI e le sigle minori, e il centro unifica Azione e PLD, i voti dei riformisti rientrano per intero nella cifra utile: il centrosinistra sale al 44,6% e il premio scatta in entrambe le Camere con due punti e mezzo di margine anziché mezzo punto. È una strategia dominante, perché una lista unica conta comunque anche se restasse sotto il 3%, in quanto unica lista ripescata, e perché sottrae la soglia all'alea dei decimali.

Camera (scenario Casa Riformista)ProporzionalePremioEsteroTotale
Partito Democratico71343108
Movimento 5 Stelle4119161
AVS2110031
Casa Riformista157022
Centrosinistra148704222
Fratelli d'Italia88–290
Forza Italia24–125
Lega20–020
Noi Moderati4–04
Centrodestra136–3139
Futuro Nazionale24–024
Centro (Azione-PLD)14–014
MAIE / altri estero––11
Senato (scenario Casa Riformista)ProporzionalePremioEsteroTotale
Partito Democratico3617255
Movimento 5 Stelle2010030
AVS105015
Casa Riformista83011
Centrosinistra74352111
Fratelli d'Italia44–145
Forza Italia12–012
Lega10–010
Noi Moderati2–02
Centrodestra68–169
Futuro Nazionale12–012
Centro (Azione-PLD)7–07
MAIE / altri estero––11

Il centrosinistra otterrebbe 222 deputati e 111 senatori, una maggioranza rispettivamente di ventuno e dieci seggi: sufficiente a governare senza il centro, ma dipendente dalla tenuta interna, con Casa Riformista dotata di un potere di veto effettivo al Senato, dove i suoi undici senatori valgono più del margine. Fratelli d'Italia resterebbe il primo partito e passerebbe all'opposizione; il centrodestra con Futuro Nazionale si fermerebbe a 163 deputati, poco più del 40% dell'assemblea. Rispetto allo scenario a liste separate il guadagno del centrosinistra è di appena due seggi alla Camera, perché in entrambi i casi il premio scatta: il valore della lista unica non sta nei seggi che aggiunge, ma nel rischio che elimina.

Le fragilità

Due incognite pesano su questa lettura. La lista di centro al 4,1% è esposta alla compressione bipolare tipica del finale di campagna, che nel 2022 costò al Terzo Polo circa due punti rispetto ai sondaggi; sotto il 3% i suoi voti si disperderebbero, e con essi la sua eventuale funzione di ago della bilancia. E la distanza fra il 44,6% e la soglia del 42% è appena superiore all'errore ordinario dei sondaggi: una sovrastima del blocco progressista di due punti e mezzo — non un'ipotesi remota, se si considera che fra i cinque istituti il campo largo oscilla di oltre due punti — riporterebbe il quadro al Parlamento appeso, e nello scenario a liste separate basterebbe mezzo punto. La lista unica riformista non cambia molto la composizione del Parlamento, ma sposta la probabilità che il premio scatti da una situazione di sostanziale incertezza a una ragionevole probabilità. La mappa del sito applica il secondo scenario alla media ponderata più recente e viene ricalcolata a ogni nuova settimana di sondaggi.